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Il mio viaggio nella storia del cinema: dal 1960 al 1964

Sono quasi al termine della mia carrellata nella storia del cinema, perché attualmente mi sto godendo la visione dei film del 1969, nice, e ne avrò certo per 2 mesi. Quindi col prossimo post mi metto in pari, ma intanto ecco qualche spunto per questi 5 bellissimi anni di cinema che sono la prima metà degli anni '60.
1960
Di quest’anno ho visto 275 titoli e ho dato almeno un 8 a 47 film, è un grande anno di cinema ma ne segnalo giusto 5, e tutti italiani! E per complicarmi la vita non parlo né della Dolce Vita, né dell’Avventura, né di Sordi e nemmeno della Ciociara. Mi sono piaciuti? Certo che sì, perché a qualcuno no?
Era notte a Roma” di Rossellini mi piace tantissimo. Intanto è il mio film preferito con Giovanna Ralli, che prima della Ferilli c’era lei, e poi c’è Leo Genn (Petronio di Quo Vadis?), il mio beniamino Renato Salvatori e in un ruolo commovente il russo Sergey Bondarchuk, il quale tra l’altro nel 1959 aveva diretto e interpretato l’intenso e ottimo “Il destino di un uomo”. Torniamo alla Ralli che in piena WWII vive in una casa all’ultimo piano di un palazzo ed escogita gli espedienti del caso per portare a casa un po’ di zucchero, del vino o della pasta. Siccome è sveglia, i partigiani la scelgono per ospitare in gran segreto tre soldati alleati su in soffitta. La Ralli si ribella ma alla fine fa il suo dovere, e i 3 sono al sicuro. Per accedere al soffitto c’è un passaggio segreto dietro l’armadio (Anna Frank mi viene in mente), e i 3 diventano amici tra loro e amici suoi. Ora però il problema è che siamo in guerra e che è un film di Rossellini, non di Walt Disney. Quindi tenetevi pronti.
Adua e le compagne” invece è un gran cast al femminile capitanato da Simone Signoret con il buon supporto di Emmanuelle Riva e Sandra Milo. Molto prima di “Ciro! Ciro!” la Milo era attrice di culto degli anni ’60, e non solo in mano a Fellini. In quest’anno per esempio è accanto a Lino Ventura in “Asfalto che scotta”, per dire. Certo è la Milo, la voce è quella, la figura è quella, la verve anche. Qui hanno da poco chiuso le case chiuse e sfrattato le Signorine che le popolavano. Signoret decide quindi di mettersi in affari e avviare una trattoria in un casolare di periferia insieme alle amiche. Faranno a turno in cucina e ai tavoli, e magari se qualche cliente vuole qualche massaggio, perché no? L’idea funziona e la trattoria va bene, ma le amiche cominciano a voler cambiare vita, o si rendono conto che in realtà non possono. Ci sono quindi 4 reazioni diverse causate dagli eventi che si susseguono. È un film in cui si sorride e che ti dà un po’ di malinconia, ma si sente l’odore di frittata, di cipolla, di basilico.
Dolci inganni” di Lattuada è il primo film che ho visto con Catherine Spaak. Per me la Spaak era una presentatrice tv. Da ragazzo guardavo Harem, o anche Forum quando lo presentava lei. Sì, sapevo che aveva recitato, ma non ci avevo mai fatto caso veramente, mi aspettavo un paio di film senza pretese. Invece, anno dopo anno nel mio percorso cronologico mi accorgo che nella prima metà degli anni ’60 la Spaak aveva i ruoli migliori, era bellissima, brava e tra le attrici più famose. È stata una rivelazione per me. Teniamo presente che la Spaak aveva nel 1960 solo 15 anni. Era bravissima! Per l’età che aveva spesso aveva parti alla Lolita. Qui ad esempio è attratta da un amico di famiglia che ha quasi 40 anni. La Spaak era seducente, fresca, intrigante. Gran sorriso. Questo film e anche altri successivi mi sono parsi modernissimi: la settimana prima vedi le attrici americane con le gonne a campana e il filo di perle del dado Knorr, la settimana dopo c’è la Spaak che flirta con un architetto. Magnifica.
La maschera del demonio” è uno dei film del filone italiano horror. Quando leggo horror penso al sangue e alla motosega elettrica, quindi non faccio una faccia contenta, mi stufo. Però a fine anni ’50 si attiva questo piccolo genere in cui emergono mostri e vampiri che in breve si afferma e crea uno stile invidiato ovunque. Sì, qui una donna viene uccisa con una maschera piena di chiodi acuminati, ma non devi metterti le mani davanti agli occhi perché fa troppo impressione. C’è il giusto bilanciamento tra suspence, storia, effetti speciali e ridicolaggine. Non sono film di livello A+ però sono veramente tipici di quest’epoca, ti fanno capire meglio di altri il gusto di chi andava al cinema in questi anni e per questo per me sono interessanti.
Rocco e i suoi fratelli” è un film che voglio rivedere, ma non so quando sarò pronto per rivederlo. Quest’impressione me la fanno pochi film, quelli che mi colpiscono così in profondità che devo prepararmi psicologicamente alla visione successiva, e anzi devo prima capire se voglio affrontarla. Schindler’s list, Se7en, Casino e Full Metal Jacket sono altri film che mi hanno fatto lo stesso effetto. Dunque qui abbiamo una famiglia di emigrati che va a vivere in un seminterrato a Milano. Sono tanti in poco spazio e si arrangiano. La matriarca è l’ottima Katina Paxinou che capisce e gestisce con pochi sguardi. I figli sono Rocco e i suoi fratelli. C’è qualcosa di buono in questi ragazzi, ma c’è anche la vita in agguato. Le strade che prendono sono forse prevedibili se vogliamo, ma questo le rende anche più tragiche. Una donna entra nella vita dei fratelli Alain Delon e Renato Salvatori. Ora, c’è una scena in cui Alain Delon è disteso sul letto, un po’ sbilenco, con lo sguardo rivolto verso la telecamera, e quella scena è indelebile nella mia memoria, è come se Visconti mi sussurrasse all’orecchio quello che vuole dire. Ma ovviamente il dramma che si consuma tra Salvatori e Girardot è ovviamente il cuore del film ed è la scena che non voglio mai più vedere, perché nel farlo perderebbe forse la carica di sorpresa, sgomento, emozione che mi ha trasmesso la prima volta e ci resterei male, o peggio ancora mi renderebbe ancora più sorpreso, sgomento ed emozionato della prima volta, e ci resterei secco.
1961
Di quest’anno ho visto 250 titoli, e 45 hanno preso almeno 8. Compresso tra due anni fantastici, il 1960 e il 1962, qui mi esalto meno, ma ci sta.
Madre Giovanna degli angeli” di Jerzy Kawalerowicz è uno di quei film che ti fa sentire figo e intellettuale già solo a pronunciare il nome del regista, ma il punto è che mentre scrivo queste righe ho in mente la scena della suora posseduta dal demonio che spalle al muro fronteggia il giovane sacerdote inviato nel convento a indagare, e capisco che quest’immagine così potente è scena da grandi film. Tutto il film è inquietante e malato, intanto sembra più vecchio di quello che è, pare realizzato negli anni ’40, il che secondo me aggiunge disagio alla visione. Però negli anni ’40 alcune scene sarebbero state solo abbozzate e il film avrebbe avuto un diverso impatto. Il prete scoprirà come mai il demonio ha preso possesso del convento?
L’anno scorso a Marienbad” di Alain Resnais è un film che non ci ho capito niente. Lo confesso. Tuttavia, mentre lo guardavo con estrema perplessità ne restavo ugualmente affascinato. Come un bimbo che è schifato da uno scarafaggio spiaccicato sul pavimento e però vuole vederlo ancora più da vicino, più passavano i minuti e più cercavo di capire dove voleva andare a parare Resnais, più mi arrendevo e mi lasciavo ipnotizzare. Alla fine non mi interessa se non ci ho capito niente, so solo che per un’ora e mezza sono stato preso e portato in un altro posto e ho visto qualcosa che non avevo mai visto prima. Per cui, mi è piaciuto.
La primavera romana della signora Stone” di José Quintero invece è un bel melodramma. C’è una signora che fa un viaggio a Roma e si imbatte in un giovane gigolò. Tutto qua ma attenzione: lei è Vivien Leigh e lui Warren Beatty. La Leigh aveva 50 anni mentre Beatty 25. Lei era una rosa conservata tra le pagine di un vecchio diario, lui è il rumore dell’acqua del mare sugli scogli; nello sguardo di lei ci sono tante risposte, quello di lui ti fa fare mille domande. Bellissima e tormentata la Leigh nel suo penultimo ruolo, bellissimo e spavaldo Beatty nel suo secondo ruolo: combinazione da non perdere.
I peplum andavano tanto a inizio anni ’60. Cinecittà era invasa da sandali, toghe, Circi e Meduse. L’epoca d’oro di questo genere è quella che va dal 1958 al 1963 circa. Per ogni Marvel di oggi c’erano 2 Ursus all’epoca. Sansone, Argonauti, Macisti contro Zorro e assurdità del genere. Grandi massi di polistirolo, matrone romane coi capelli stile Jackie Kennedy, ave Cesari e muscoli luccicanti, la gente adorava i peplum. Tante erano le star di questo genere che però non riuscirono a farsi un nome al di fuori. Tutto finì probabilmente con 2 film e cioè la Caduta dell’impero Romano, che fu un fiasco, e Cleopatra, che mandò il genere in burnout e dopo nessuno ne voleva più sentire parlare.
I musicarelli, a loro volta, erano un genere tipico degli anni ’60, In realtà si estendono più o meno dal 1958 al 1972, ma trovano l’apice coi vari Gianni Morandi, Rita Pavone, Caterina Caselli e Little Tony, quindi verso il 1964-67. Bisogna considerare che da Modugno in avanti i canzonettisti dei primi anni ’50 erano già surclassati. Andavano ora gli urlatori. Nasce una generazione di artisti fortunatissima, che in gran parte ancora oggi ha largo seguito, basti pensare a Mina, Vanoni, Celentano, che si affacciano volentieri al cinema di quegli anni. I musicarelli si somigliano: ci sono giovani protagonisti il cui amore è osteggiato dalle famiglie o giovani di talento che cercano di farsi strada nel mondo della canzone. Questi sono i temi. I primi musicarelli sono sequenze di canzoni intercalati da qualche scena con Nino Taranto onnipresente, i successivi sono un po’ più maturi e le canzoni sono più integrate con le storie. Per esempio quelli con Morandi sono così. Verso la fine degli anni ’60 c’era già invece un cambiamento nel gusto sia musicale sia proprio culturale, e si vede che il genere sta per arrivare al capolinea.
1962
Quanto mi piace quest’anno di cinema! Forse è il mio preferito di sempre? Ne ho visti 254 di titoli e ho dato almeno 8 a ben 81 titoli. Secondo me è perché non mi aspettavo che mi piacesse così tanto, provo a spiegare. Quando ero ragazzino io i protagonisti del cinema italiano di questi anni mi sembravano così vecchi e antiquati, che a prescindere io non li amavo e mi rifiutavo di vedere questi film. Sapete come succede coi ragazzi, per loro una moda di 3 mesi fa è archeologia. Quindi quando in tv uscivano Manfredi, Tognazzi, Gassman, Sordi, Mastroianni & co, sbruffavo e dicevo uff che palle e me ne andavo a giocare al Commodore64. Questa è la mia epoca. Ora, trascorsi 40 anni, fedele al mio proposito di guardare di tutto senza preconcetti e con gli occhi di chi vede per la prima volta questi film, resto sorpreso: siamo in un’epoca d’oro del cinema italiano e non solo: le città, le auto, gli abiti, i modi di dire, i gesti degli attori di tutti gli anni ‘60, mi riportano flash dei miei genitori, dei miei nonni, delle persone che vivevano negli anni prima che nascessi io. È come assaporare momenti di una vita che non hai potuto vivere, è bello! Queste cose di cui sto blaterando hanno senso solo a livello personale, certo, d’altra parte questa rassegna “è personale” e non ha la pretesa di indicare quanto oggettivamente di meglio sia uscito in questi anni. Tenuto a mente ciò ecco 5 titoli, giusto per non fare impazzire la scrollbar di chi legge. E lo so che non ho messo Sorpasso, Baby Jane, Antonioni, Kubrick, Frankenheimer e Gregory Peck.
L’angelo sterminatore” di Bunuel è sorprendente. Questo regista aveva iniziato molto tempo prima, 33 anni, col corto d’avanguardia “Un cane andaluso”, quello della lametta negli occhi per intenderci. La sua fase surrealista è importante però mi intriga meno. Dopo un lungo periodo di titoli passati in secondo piano, negli anni ’50 comincia a girare film tra virgolette più classici. Il Bunuel degli anni ’60 per me è a livelli eccezionali. Nell’angelo sterminatore c’è un ritrovo con molte persone che bevono e conversano e flirtano e si disprezzano a vicenda. Ogni volta che qualcuno prova a andar via cambia idea, o viene bloccato, o succede qualcosa di strano per cui non riesce. All’inizio nessuno ci fa caso, ma col passare delle ore inizia a montare l’ansia perché è chiaro che sono tutti intrappolati, come in una sorta di incantesimo. Man mano scarseggia il cibo, l’acqua, e la volontà cede: non riescono ad andar via, sono in gabbia, intrappolati. Il titolo, e il motivo per cui questo succede ognuno lo deve capire da solo.
Anna dei miracoli” non ha niente a che vedere con le aureole ma è la storia molto commovente di una ragazza con gravi disabilità e della sua maestra, che sono Patty Duke e Anne Bancroft. Mentre per tutti la ragazza non è che un caso umano da trattare praticamente solo col pietismo, per la Bancroft è un essere umano capace di comprendere e apprendere, che va educato e a cui bisogna dare delle regole per il suo bene. La sfida che ha davanti la Bancroft è tremenda, perché per ottenere pochissimi risultati ci vogliono settimane di lotte. Il film è una grande prova di attrici, entrambe spettacolari. C’è una lunghissima sequenza nella sala da pranzo, quando Patty Duke si rifiuta di mangiare in ordine e la Bancroft si ostina a insegnarle come fare, che ti lascia senza fiato.
L’uomo senza passato” è un film di un regista francese, Bourguignon, con un protagonista tedesco e cioé Hardy Krueger, e una ragazzina talentuosissima, Patricia Gozzi. Hardy è un veterano, che soffre di amnesia in seguito agli choc subiti in guerra, e vive una vita solitaria e malinconica. Un giorno incontra una ragazzina con la quale stringe un rapporto di amicizia. Lei è sola e ha bisogno di una figura paterna, lui è solo e ha bisogno di sentirsi utile e di voler bene a qualcuno. C’è tanta tenerezza in questo film, e malinconia. Per quanto solo a leggere di un’amicizia tra un veterano e una ragazzina molti subito possono pensare a risvolti poco piacevoli, qui non è mai in discussione l’eventualità che possa succedere qualcosa di male alla ragazzina. Kruger è un gran attore che rifiutò anche una nomination ai Golden Globe ai suoi tempi. La Gozzi a mio parere è tra le migliori baby star di sempre. Al suo attivo solo 6 film nei quali però è sempre formidabile.
L’odio esplode a Dallas” è un film di Roger Corman con William Shatner prima che finisse sull’Enterprise. Shatner non è mai stato uno di quei attori per cui ci si strappa i capelli, ma è bello vederlo in un ruolo diverso da quello a cui siamo abituati. Questo film è bello perché ti sorprende, siamo dopo tutto in piena fase di integrazione razziale, che nonostante Rosa Parks o MLK era ben lungi dal verificarsi compiutamente. Questo film ti mostra un lato del razzismo violento e intenso con gli occhi dell’epoca, senza voler fare troppe morali o senza intenti puramente educativi. Qui c’è l’odio razziale, le croci che bruciano, le scuole per soli bianchi, l’incitazione alla violenza. È un film avanti per i suoi tempi.
Il lungo viaggio verso la notte” è un’opera teatrale trasportata al cinema per la gioia di Katharine Hepburn che così poteva avere per le mani pane per i suoi denti. I personaggi sono solo 4, una famiglia che si ritrova e che si rinfaccia le cose, si racconta le cose, si scopre, si allontana e si riavvicina. È uno di quei drammoni familiari in cui quando un personaggio dice qualcosa per ferire gli altri, ti tiri i piedi dall’imbarazzo. Si segue naturalmente volentieri perché i 4 attori sono tutti di primo livello. Oltre alla Hepburn c’è il veterano Ralph Richardson, c’è Jason Robards e c’è Dean Stockwell che era una baby star a fine anni ’40 e che è riuscito ad avere una lunghissima carriera. Nei primi anni ’60 Stockwell sembra quasi il fratello minore di James Dean. Pare che sul set facesse freddissimo per cui Stockwell si aiutava con l’alcool, al che la Hepburn era indignata, ma quando lo venne a sapere gli regalò una coperta.
1963
Sono ben 289 i titoli che ho visto, con 57 a cui ho dato almeno 8. I miei preferiti in assoluto sono 8 e mezzo e gli Uccelli di Hitchcock, ma scrivo 2 righe su altro.
Blow job” di Andy Warhol è una specie di documentario in cui vediamo il volto di un ragazzo e le espressioni che fa mentre fa sesso. I film di Andy Warhol per me sono veramente dei relitti di altri tempi. Certo negli anni ’60 Warhol era uno degli artisti di prima categoria, ma se parliamo dei suoi film e dei suoi documentari, non dei dipinti allora scusate un attimo. Ne ho visti un sacco e sinceramente non me ne importa niente se faccio la figura di chi non ha gusto o e non ne capisce, ma li trovo orribili, una lotta testa a testa con quelli di John Lennon e Yoko Ono, se è per questo. Mi volevo togliere lo sfizio di dirlo.
Il servo” di Losey, invece qui si ragiona, c’è Dirk Bogarde che entra a servizio nella casa di una coppia che ha i suoi alti e bassi. “Sì signore, certo signore, come desidera signore”. Col tempo, studiata bene la situazione e i caratteri dei padroni le cose cominciano a cambiare. “Se proprio crede signore, come meglio crede signore, appena riesco signore”. Più la coppia scoppia più Bogarde inizia ad avere la meglio nel suo braccio di ferro psicologico col padrone e i ruoli fatalmente si invertono. Bogarde si mette bello comodo in poltrona, e che sia il padrone a mettergli le pantofole, adesso. Questo personaggio è rimasto come forse il più memorabile dell’attore inglese prima della fase Visconti.
La ballata del boia” di Berlanga è il film che mi ha fatto dire “ok mi piace Nino Manfredi”. Per me fino a qualche anno fa era solo Mastro Geppetto, non è colpa mia. Invece negli anni ’60 Manfredi incarna l’uomo medio italiano meglio di chiunque altro. Tognazzi era uomo virile e dai grandi appetiti, Gassman era esuberante e pieno di cazzimma, Mastroianni era sensuale e fatalista, invece i ruoli di Manfredi erano quelli di persone che subiscono gli eventi, che subiscono il rapporto di coppia, che devono ingegnarsi per venire a capo delle cose. Era possibile immedesimarsi in Manfredi. In più era dotato di grande talento comico, anche nei ruoli tragici bastavano due espressioni per farti sorridere anche quando gli capitava di tutto, come in questo caso, in cui sposa una giovane il cui padre è un boia e per tradizione tocca al figlio ereditare il mestiere del genitore, quindi da un giorno all’altro Manfredi ora deve svolgere le esecuzioni dei detenuti, anche se non ha il pelo sullo stomaco. Divertente.
I gigli del campo” è uno dei tanti film degli anni ’60 con Sidney Poitier che si afferma come icona culturale assoluta. Questa storia semplice vede Poitier giungere per caso nei pressi di un piccolo convento. La madre superiora convince Poitier a lavorare per loro, hanno intenzione di ristrutturare un po’, ma Poitier aveva ben altri programmi. Alla superiora non interessa un bel niente dei programmi di Poitier perché se è lì, vuol dire che Dio l’ha voluto lì. Ne vengono fuori tanti dialoghi divertenti, Poitier fa la sua espressione come per dire “che pazienza che ci vuole con questa”, la superiora Lilia Skala è bravissima e in tutto ciò Poitier si affeziona alle suore e trova anche il suo scopo nella vita.
Nella prima metà degli anni ’60 la tv era ormai nelle case di tutti gli italiani, i quali amavano gli sceneggiati, Canzonissima, Mike Bongiorno e il telegiornale. Abbondano i documentari che mostrano i vari aspetti dell’Italia del boom, un Italia ancora molto eterogenea ma per questo tanto interessante da raccontare. Si possono trovare in giro tanti documentari come “Fazzoletti di terra” in cui due contadini si costruiscono le loro terrazze per coltivare sollevando una a una delle grosse pietre a mano. Una vita passata a spezzarsi la schiena. Poi ci sono le interviste sui temi d’attualità ad esempio “In Italia si chiama amore”, e i docu geografici che mostrano le costruzioni di dighe, dei tralicci per la corrente, di sopraelevate e autostrade, che io trovo assolutamente affascinanti. Andavano poi i cosiddetti Mondo film, che erano documentari su temi scabrosi, in genere erotismo e pornografia (tipo “Mondo di notte”, ma affrontavano anche altri temi, per esempio era scioccante “Mondo cane”. Per quanto riguarda gli sceneggiati della prima metà degli anni ’60 vanno citati almeno “La cittadella”, “Il mulino del Po” e “una tragedia americana”.
1964
Il 1964 è un altro anno strabiliante per me. Ho visto 372 titoli tra film, corti, documentari, serie tv. Ho dato 8 o più a 65 di questi. Questo è l’anno della famiglia Addams e di Vita da Strega, è quello in cui parte la serie di Angelica e va di moda Sellers, Ursula Andress, Julie Andrews, Louis de Funes e Gianni Morandi. Bette Davis e Joan Crawford si dedicano al mystery con sfumature horror e diventano famose le sorelle Dorleac: una morirà giovanissima, l’altra ancora oggi è conosciuta in tutto il mondo come Catherine Deneuve. Antonioni gira il suo primo e bellissimo film a colori, Connery è alle prese con Goldfinger prima, con la Lollo e con Hitchcock poi, e la rana in Spagna gracida in campagna. Trionfo per i primi spaghetti western e per Leone, emerge la Sandrelli mentre in declino Doris Day. Classico dei classici per Loren-Mastroianni in “Matrimonio all’Italiana”. Insomma un anno di infinite squisitezze.
Seven up!” è un’idea molto interessante: si tratta di documentare la vita di alcuni ragazzi a distanza di 7 anni. Il primo documentario esce quindi nel 1964, il secondo poi nel 1970 (14 anni), poi 1977 (21), 1984 (28), 1991 (35), 1998 (42), 2005 (49), 2012 (56) e 2019 (63 up). Con la regia di Apted, attraverso le interviste vediamo cosa è successo nelle vite di queste persone.
La caccia” di Manoel de Oliveira regista portoghese morto a 106 anni, è un corto in cui due amici decidono appunto di andare a caccia, ma senza fucili, così niente di male può succedere. Quando si dice il caso: uno finisce nelle sabbie mobili, e sta all’altro amico escogitare il modo per salvarlo.
La donna di sabbia” di Hiroshi Teshigahara è un Thriller nel quale un entomologo va a caccia di insetti in una zona desertica e finisce in una fossa nella quale c’è una capanna con una donna, che trascorre la vita a spalare sabbia, come in un supplizio di Tantalo, ogni santo giorno, per evitare di essere sepolta. L’entomologo è stato intrappolato lì affinché possa contribuire al lavoro della donna e trascorrere con lei il resto della vita. Come un insetto in trappola, l’uomo cerca in tutti i modi di scappare.
“L’uomo del banco dei pegni” è un film di Lumet con Rod Steiger, due garanzie insomma. C’è un ebreo che lavora in un banco dei pegni. Trascorre la sua vita a valutare gli oggetti che gli porta la gente, privato ormai di ogni emozione. Il suo giovane commesso non è niente per lui, i suoi clienti non sono niente per lui. Osserva gli oggetti, li stima al ribasso, ci mette l’etichetta e così passa la giornata. C’è una donna che prova a mostrargli segnali d’affetto: non è niente per lui. Quest’uomo respira, ma non è vivo. Pare che fosse uno dei ruoli preferiti da Steiger, attore dalle scelte molto coraggiose che negli anni ’60 spesso lavora con registi italiani, anche in piccole produzioni. Il film è pieno di sentimenti da scavare in profondità, che esplodono con violenza nella parte finale.
Zorba il greco” è l’amicizia improbabile tra Anthony Quinn e Alan Bates. Quinn è Zorba, che non ha paura di niente e si butta a capofitto nella vita e nelle esperienze. A lui la gente piace, ci parla, ci ride e ci beve, si fa anche i fatti degli altri ma è generoso se serve, e comunque manda avanti la sua vita. È estroverso al 100% ed è un personaggio interessante interpretato magnificamente da Anthony Quinn, attore dalla lunga carriera. Alan Bates è gentile, preciso, riservato, discreto, riflessivo. Non si lancia, chiede permesso, è un tantino represso ma è un buon amico e una brava persona. Quinn adotta Bates e gli cambia la vita. Finiscono per conoscere una donna sola che è Lila Kedrova, che vive nel passsato. Mostra le gambe, si veste coi pizzi, finge una felicità che non possiede più, si comporta da adolescente. La Kedrova cerca ancora la vita e Quinn la accontenta. Questi personaggi così diversi raccontano una storia interessante. Memorabile la morte della Kedrova, con le vecchie del paese che vanno a saccheggiare la casa. Bates è uno degli attori più sottovalutati degli anni ’60 e ’70.
Un giorno di terrore” è il titolo italiano di “Lady in a cage”, che forse è meglio, si tratta di Olivia de Havilland, che è una scrittrice che ha avuto un incidente e quindi è costretta temporaneamente alla sedia a rotelle, quindi si muove nella sua bella casa grazie a un ascensore che la porta dal piano delle camere al soggiorno e alla cucina. Il figlio va via per il fine settimana, ma represso dalla madre ha propositi suicidi, ebbene Olivia resta sola in casa. Purtroppo per lei va via la corrente quando l’ascensore è a metà, e così resta sospesa. Salire non può, scendere non può, saltare nemmeno, arrampicarsi non se ne parla. Suona l’allarme, ma nessuno sente. Non esistevano mica gli smartphone, qui si rischia di restare in ascensore molto, molto a lungo. Succede quindi che un ubriacone entra in casa e sotto gli occhi impotenti della de Havilland pensa bene di accumulare un po’ di refurtiva. Non contento, va a chiamare altri suoi amici, più delinquenti e spregevoli che mai. Capitanati da James Caan, questi teppisti metteranno a ferro e fuoco la casa della de Havilland che guarda impotente quello che accade. Bellissimo e dimenticato titolo che vale la pena riscoprire in onore della mega star di recente morta alla bella età di 104 anni.
submitted by yabluz to italy [link] [comments]

Brand Warfare Series: Set-Up Post(Updated)

Okay, so u/Tomi5196, u/Bestevr34 & I have started a Brand Warfare series. We had a draft via DM's and now we are ready to begin booking. We each will have one weekly show. My Company is Candian Pride Wrestling or CPW and instead of having a weekly show we will have a weekly "PPV" similar to what NJPW has with a new show everytime
This "company" will be influenced by the "fans"(you guys) and while I won't take all of your suggestions I will keep them in mind and use a few. So comment on any thoughts and suggestions on my bookings of the shows.
Here is my roster...
Singles Stars(these are guys who are not in a Tag Team or a Faction)
Darby Allen
PAC
Lance Archer
Will Ospreay
Baron Corbin
Bobby Roode
Sonny Kiss
Colt Cabana
Isaiah "Swerve" Scott
Tag Teams/Factions(Some of these guys are Singles Stars but are in Factions)
The Elite(Kenny Omega, "Hangman" Adam Page, Nick Jackson & Matt Jackson)
The Inner Circle(Chris Jericho, Jake Hager, Sammy Guevera, Santana & Ortiz)
The Lucha Bros(Pentagon Jr & Rey Fenix)
Vega's Crew(Andrade, Angel Garza & Zelina Vega)
The Baddest Team on the Planet(Kip Sabian, Jimmy Havoc, Joey Janela & Penelope Ford)
The Rhodes Family(Cody Rhodes, Dustin Rhodes, QT Marshall & Brandi Rhodes)
CedRicochet(Cedric Alexander & Ricochet)
MJF & Wardlow
Private Party(Marq Quen & Isaiah Cassidy)
Street Profits(Montez Ford & Angelo Dawkins)
The Monday Night Cult(Buddy Murphy & Austin Theory)
SCU(Christopher Daniels, Frankie Kazarian & Scorpio Sky)
The Hardy Boyz(Jeff Hardy & Matt Hardy)
The Hybrid 2(Angelico & Jack Evans)
Miz & Morrison(The Miz & John Morrison)
Rey Mysterio & Humberto Carrillo
The Lucha House Party(Gran Metalik, Lince Dorado & Kalisto)
The Forgotten Sons(Wesley Blake, Jaxson Ryker & Steve Cutler)
The Best Friends(Trent, Chuck Taylor & Orange Cassidy)
Strong Hearts(CIMA & T-Hawk)
The Butcher, The Blade & The Bunny(The Butcher, The Blade & Allie)
Jurassic Express(Luchasarus, Marko Stunt & Jungle Boy)
Women Stars
Hikaru Shida
The Kabuki Warriors(Asuka & Kari Sane)
Riho
Dr. Britt Baker DMD
Awesome Kong
Emi Sakura
Nia Jax
Kris Stanlander
Carmella
Big Swole

Championships
Canadian Championship(World Title)
Provincial Championship(Mid-Card Title)
Great North Championship(Mid-Card Title)
Canadian Tag Team Championship(Tag Title)
Atlantic Tag Team Championships(Tag Title)
Canadian Women's Championship(Women's Title)

PPV/Weekly "PPV" Show Schedule
Neo New Year(New Year's Day Special)
Destined Descent(January)
Crash in China-Town(Chinese New Year Special)
Rocky Mountain Rising(January)
Golden Glory(February)
Love & Lust(Valentine's Day Special)
Capital Combat(Presidents Day Special)
Cyber Kingdom(February)
International Invasion(March)
Dynamite Disaster(March)
Luck of the Irish(St. Patricks Day Special)
March Madness(Basketball/March Madness themed)
Neon Nitro(April)
Paridise Palace(April)
Planetary Collision(Earth Day Special)
Undead Rising(Cinco De Mayo Special)
Deadly Derby(May/Similar to the G1 Climax)
Spring Supercard(May)
Smokin' Souls(May)
High Stakes(June/Casino Themed)
Pride(Pride Month Special)
Turbo Turmoil(June)
Chaos in Calgary(June)
Code Canada(Canada Day Special)
American Agony(July 4th Special)
The Maple Leaf Extravaganza(July/My WrestleMania/Wrestle Kingdom)
Fallout(July)
Agents of Anarchy(July)
Hardcore Heat(August)
Mayhem Massacre(August)
Beach Blast(August)
Golden Cup(August/Similar to New Japan Cup)
School is in Session(SeptembeSchool Themed)
Rushed Reunion(September)
Broken Conquest(September)
Championship City(September)
Freedom Fight(October)
Harvest Havoc(Canadian Thanksgiving)
Rage in the Cage(October)
Major Meltdown(October)
Haunted Halloween(October)
Mortal Miracle(November)
Pricey Promise(November)
Pilgrim Plumage(American Thanksgiving)
Redemption for the Rebels(November)
Locked & Loaded(December)
Epic Impact(December)
Blood Blast(December)
Christmas Clash(Christmas)
Eve of Destruction(New Year's Eve)
submitted by AquaGorrila_Man to fantasybooking [link] [comments]

[Task] Write 20 multiple choice questions for movies. Will pay $1.50 for every movie you write 20 multiple choice questions for.

All questions are to be plot based only. The intent is not to be tricky. Anyone who has seen the movie and paid attention should be able to answer them. Some can be detailed but nothing obscure. (i.e. No actors names, producers, no obscure background image that isn’t essential to the plot, etc.).
EXAMPLE QUESTIONS: One Flew Over the Cuckoo’s Nest What ailment does the Chief pretend to have? Deafness, Allergies, Bad leg
Beauty and the Beast How does Belle end up as the Beast's prisoner? She trades her life for Maurice's, He captures her in the woods, Her family owes his family a debt
Seven Which sin is first in the murders? Sloth, Lust Greed
Dead Poets Society Neil’s father pulls him from Welton and enrolls him where? Military academy, Harvard Prep Program, Royal Academy Recruits
submitted by Drobey8 to slavelabour [link] [comments]

Re:UA | Chapter Fourteen: The Progressive Era [1901-1912]

The period following the end of the Liberation of Brazil was one of good feelings and America basking in its own glory.
The Progressive Era that was ushered in by the election of Samuel Clemens back in 1896 continued well into the 1900’s. President Kimball continued his administration well into a third term, before leaving office in 1904, to be replaced by another Labor Party president, Quinten Allen (Labor, New York). His administration was defined by his focus on the destruction of the so-called “political machines”, breaking up several large trusts, and cracking down on the dismal conditions in urban industrial workplaces, continuing the anti-corruption and pro-union efforts of the Clemens and Kimball administrations.
However, despite the progress made in advancing the strength of unions, cracking down on corruption in the federal government, Allen would not win reelection. Much of it had to do with his infamous extramarital affairs, but it also had to do with the hijinks of Congressman Ned Kelly (Labor, Illawarra) in Australia. A Labor Party extremist notorious for attempting to shift the party further to the far left, the Congressman from the state of Illawarra ended up being arrested in 1905 for a bizarre scandal involving collusion with a small group of communist bandits in the southeastern Australian bush. News of this was spread by opposition newspapers across the USAO, and the Labor Party would require a decade to break free from the stigma of “attempting to institute godless communism across our righteous Union”.
As sudden as this sounds, this was actually the flashpoint punctuating a long-standing struggle within the Labor Party. The struggle pitted the civic nationalist, social democratic (as in, economic social justice within a capitalistic framework) faction, against an internationalist, revolutionary socialist faction which sought to turn the former spirit of Manifest Destiny into a worldwide crusade to liberate the proletariat. Kimball had managed to briefly bring these two factions together for 1896, while sidelining the most extreme militants. However, shortly after his first election, this alliance began to fall apart very quickly, boiling over into brawls in the National Acropolis, culminating in an event even worse than the Kelly Affair. On May 28th 1907, Senator Andrew Takahashi (Labor, New Texas) brought his gun to the National Acropolis and attempted to shoot moderate Labor senator, Edward Brenner (Labor, New Texas). Takahashi’s assassination attempt failed, and he was dogpiled by everyone in the chamber, as Senator Roberto Gutierrez (Conservative, South Peru) wrestled the revolver from Takahashi’s hand. The fact that Senators from across the political spectrum came to Brenner’s aid in that moment was satirically seized upon by satirists as “the first Congressional consensus in four years”. The aftermath of the Kelly Affair, the brawls in Congress, and the Brenner assassination attempt cost Labor a victory in the 1908 Presidential Election, and the far-left faction broke off from the Labor Party completely, to form the American Workingman’s Party – the farthest-left political party in USAO thus far.
Anyway, in 1908, the Liberal Party succeeded in getting their first president in the White House, Wilbur H. Porter (Liberal, New South Wales). A representative born and raised in an upper-middle-class Buenos Aires neighborhood, he was the first British Argentinian president of the USAO, and his faction of the Liberals managed to win over the more centrist Labor voters left disillusioned post-Kelly Affair, while also out-lefting the more conservative members of the Liberals. He respected the Labor Party’s fervor for social justice, but felt they were getting too extreme in some regards and believed their goals could be achieved through other means.
Despite defeating Allen in the 1908 election, he and his faction of the Liberals in Congress formed a coalition with the defeated Labor Party, to push for a resolution to the “Amazon Question”.
Since the 1880’s, the Amazon Territory knew the horrors of logging camps, gold mines and rubber plantations worked by enslaved indigenous peoples. Entire towns were run by companies like Firestone, who regularly bribed the territorial government. And after the expansion of the Amazon Territory in 1901, you had large forces of armed mercenaries keeping these slaves in line. These mercenaries were mostly former soldiers of the Imperial Brazilian Army, who didn’t even bother hiding their distinctive tattoos; ironically, many were former IBA officers descended from Confederate soldiers. The mercenary armies would occasionally wage war against each other over territory, limbs and digits were amputated every day, and sexual assault was an instrument of terror.
The entirety of the Labor Party, along with the Porter Faction of the Liberals, and a surprisingly large two-thirds of the National Party, came together in Congress to push for the Amazon Territory to be abolished and replaced with a new “Amazon Federal District”. Opposing them were the Conservatives and the faction of the Liberals led by Theodore Shepherd (Liberal, Pennsylvania – Porter’s opponent in the 1908 Liberal Primary), and the remainder of the National Party. The Whigs, who represented the small states of the Caribbean and Central America, abstained from voting. The Whigs objected to what they felt was an over-reach of federal power, while at the same time sympathizing with the intentions of the Labor-Liberal coalition.
In the end, the Labor-Liberal coalition was successful in passing the Amazon Preservation Act of 1910, creating the Amazon Federal District. A federally-deputized paramilitary known as the Amazon Ranger Corps was formed to shut down the logging camps, mines and plantations, which led to pitched battles between these federal troops and the mercenaries. Backed by desperate rubber, gold and lumber barons, mercs under the command of Confederato Nataneal Whitaker (a former IBA colonel) attempted to wipe out the ARC garrison in Manaus, as part of a larger effort to establish a secessionist “Free State of the Amazon”. This insane plan ended in failure, as Nataneal’s troops were defeated and forced to retreat back into the rainforest to be pursued by the Ranger Corps, and the conspiracy’s backers were arrested. The “Manaus Incident” only convinced Congress to tighten the screws on their proposed regulations on economic activity in the AFD. Said regulations would declare huge swathes of the Amazon to be federally-protected nature preserves, and would limit the number of trees that could be cut down. Additionally, the AFD’s labor regulators would regularly inspect the rubber plantations and gold for incidences of abuse or exploitation, and ensure that the workers were compensated for their labor and that extraction and cultivation techniques remain sustainable. Other than that, the AFD would pretty much be OTL DC, only writ large and with more jungle. Make of that what you will. And in addition to preventing abuse of the locals, the Amazon Rangers would be responsible for search and rescue, tracking down poachers, and enforcing general law and order in the Amazon, though major cities like Manaus and Belem would retain their own police forces.
The AFD was only the most radical of the USAO’s national parks, however. President Felix Strong created the first national park, Yellowstone National Park, in 1875. Avid nature-lover Aaron Kimball signed into existence national parks in Northern California’s Redwood Forest and Yosemite Valley, Entre Rios’ Iguazú Falls, Colorado’s Grand Canyon, the Alaska Territory’s Denali, East Florida’s Everglades, Mato Grosso’s Chapada dos Guimarães and the Galapagos Islands. Under the Allen and Porter administrations, Tasmania’s Great Barrier Reef, Deseret’s Zion Valley, Alta Colombia’s Ciudad Perdida, South Peru’s Machu Picchu and Nazca Lines, Yucatan’s Chichen Itza and the ancient Inca roads of the Andes, were added to the federal government’s protected natural wonders and archeological heritage sites.
Throughout the early 1900’s, the Caribbean states began coming into their own. By 1910, Port-Au-Prince was the most advanced city in the Caribbean. Rebuilt after a devastating earthquake in 1892 with the latest in seismically-resistant structures and electrical infrastructure, the capital of Haiti received a flood of investment and was modernized, as was the rest of the state. As part of the electrification program begun under the administration of Haiti’s greatest governor, Jean Bolous (Liberal, Haiti), the island’s first telephone lines and power plants were built, and the economy of the island boomed with the increased demand for citrus fruits in North American cities. Additionally, the island began building up a strong manufacturing base in the eastern part of the state (“Spanish Haiti”) though widespread corruption would lead to child labor going on longer than in many other parts of the USAO.
Elsewhere, over in the Lesser Antilles, you had Trinidad & Tobago undergoing the fastest rate of industrialization in the whole of the West Indies, with its oil, asphalt and natural gas fields and refineries expanding rapidly amid the pristine Caribbean jungle. Close behind Trinidad was Jamaica, with its more diverse mixed economy which really came into its own during the Progressive Era; a large garment sector, agriculture, refining of petroleum products from Trinidad and Gran Colombia, bauxite, gypsum, iron and alumina mining, a friendly tourism industry, and the Caribbean’s premier insurance and financial services, all allowed for Kingston proper and Jamaica as a whole to flourish in the early 1900’s, rivalling the growth and commercialization of the ascending Port-Au-Prince. Fruit, coffee, iron, bauxite, sugar and fishing in the other island states kept their economies afloat, as did tourism from middle and upper-class folks hailing from the rest of the USAO, as well as Europe.
Politically, the Lesser Antilles were (and, today, still are) dominated by the Whig Party. The Whigs are a right-of-center conservative political movement which stresses fiscal responsibility and social moralism, a very “quaint” party preoccupied with limited spending, manners, state autonomy and local politics. They promoted the modernization of the islands’ infrastructure, the expansion of education, and the prohibition of alcohol. That last one would become the impetus for the “Wild West Indies”, a very long period of bootlegging and moonshining, equal parts OTL Prohibition, Wild West and Golden Age of Piracy. Though Whig politicians had some limited success in Central America, Polynesia and Australia, after a while, the National Whig Convention stopped seriously trying to expand their influence beyond the Caribbean.
A little further to the north, in Dixie, the Reconstruction Era was in a way still ongoing. Though now, only a few Military Districts remained. West Florida, Arkansaw and Louisiana. In 1904, West Florida and Louisiana experienced a major revolt by Copperheads and Bloody Shirts. The situation never got worse than West Florida and Louisiana. In West Florida, the capital of Mobile was occupied by the “Confederate State of West Florida” and loyalist citizens (black and white alike) were forced to arm themselves and build barricades as federal troops put down the uprising. And in Louisiana, roving gangs of white supremacists in New Orleans staged a failed ethnic cleansing attempt against its black population. There were also sporadic insurgent attacks in Louisiana, Arkansaw, Georgia, East Florida, South Carolina and Oklahoma. One of President Kimball’s last actions was sending federal troops into the Old South to quickly suppress the racist uprisings, though the role of National Guard units, law enforcement, local militias and armed civilians should not be discounted. Bloody Shirts were undersupplied, outnumbered and most ended up surrendering upon encountering armed resistance.
This would be the “last hurrah” of neo-Confederate sentiment. The rebellion was crushed by federal troops and ragtag militias, received very little public support, and actually extended the date for which West Florida and Louisiana would be readmitted into the Union, from 1906 to 1930. Oklahoma, Georgia and Arkansaw, for not going entirely under rebel control, were readmitted on time in 1906.
With the exception of the 1904 Rebellion, Dixie had come a long way. Aside from a few crazy people, the Confederate surrender at Nuevo Paz was considered the best thing to ever happen to the “Old South” (as Dixie is also known). The process of redistributing land to former slaves and educating both freedmen and poor whites had the effect of economically empowering blacks and mitigating (if not eliminating) much of the racial animus one would have otherwise associated with the region. The extremists were marginalized, and so by the time the 1904 Rebellion rolled around, the insurgents who had counted on the “white man awakening and rising up against federal tyranny”, found out the hard way how wrong they were in their assumptions. There was no “white awakening”. The masses of the Old South rejected their cause. Violently, in fact.
Further to the north, in New York, the city’s now-famous skyline was coming along just fine. New bridges were being built. Newfangled motorcars fresh off the assembly lines had begun to quickly replace the horse and buggy on the city streets. The New York Subway System was opened in 1905. And the world’s tallest all-metal structure was built in 1906 on Coney Island. Costing nearly $1,500,000, the Globe Tower is an eleven-story, 700-foot-tall structure, containing restaurants (one of which rotates), an observatory, a United States Weather Observation Bureau and wireless telegraph station, a vaudeville theater, the world’s largest ballroom, bowling alley, a cinema, roller skating rink, casinos, 50,000-room hotel, 5,000-seat hippodrome, and four large circus rings, where PT Barnum’s famous troupe put on a show for the Globe Tower’s opening day. And the whole thing was fully electrified.
Meanwhile, out in the North American West, the suffragist movement was gaining steam. The movement had already swept Australasia. The states and territories of the former republics of Australia and New Zealand gave their women the right to vote and run for office just prior to joining the US, and this equality was grandfathered in when they became new American states. The presence of Australasian suffragists emboldened suffragists across the USAO, with their most dynamic successes being made in the Rockies, beginning with Auraria in 1890, where the frontier economy actually created the circumstances for strong and empowered women to emerge as major players in their communities. The movement also reached the states of the Canadian prairies, and then down into Mesoamerica by the late 1890’s. Congress finally gave women the right to vote via a 1910 constitutional amendment, which was greeted by a suffragist demonstration in Liberty City, DC. Elements of the Conservative, Labor, Whig and National parties resisted the move, for different reasons.
Speaking of Australia, about a decade after the political union with the United States, things were getting interesting. The people of Australia still thought of themselves as “Australian”, but also part of a larger nation of which they were proud to be members. Increasingly, immigrants from the New World crossed over the Pacific to Australasia. Many were “Yankees” from North America, though there were also plenty of Hispanics who made the journey over, looking for opportunity. The federal government encouraged this, as well as immigration of Australians (white and Aboriginal alike) to the New World, in order to encourage a sense of common nationhood, with similar exchanges taking place in the Philippines, New Zealand and Polynesia. However, the Aboriginal community (which is much larger in this timeline because a dead Indian sailor washed up on the Australian shore around 45 BCE) was split on whether or not they wanted to be part of the USAO. They were already split on the Australian republic. During the Australian Revolution, they formed an alliance with the white settlers against the British. The hatchets which were buried resurfaced after independence, though the Aboriginals were unable to really put up a united front – not in the Australian Congress, nor in the form of armed militancy - due to tribal politics getting in the way. However, small numbers of Aboriginal separatists attempted to resist the US government in this time period, to very little success.
The Russian Imperium gifted the Statue of Brotherhood to the United States in 1902. The statue was placed at Middle Head, at the mouth of Sydney Harbor in the State of Illawarra. Dubbed by the newspapers of the time as “Lady Liberty’s Brother”, the statue stands about as tall as the Statue of Liberty, but it depicts the Roman citizen-soldier, Cincinnatus, holding a Fasces (rods bound together around an axe - a symbol of republican brotherhood and strength of unity) in his right hand, while leaning on a plough with his left, to symbolize peace and prosperity.
All across the Pacific, the US was integrating its new island states and territories. Submarine cables were laid between the various archipelagos, connecting them to each other and to the Australian and American landmasses, as well as to the Philippines, China and Japan. Infrastructure projects on the islands put the natives to work and put energy into the economies of the island states. Investments in education worked to bring the locals into the 20th century, though this sparked plenty of conflicts with more conservative elements of Polynesian society. Given the vast expanses of the United States, it was one of the first nations to fully embrace commercial air travel. Airship flights to the Pacific states and territories boomed, as did airplane flights, though these would not truly take off (excuse the pun) until the 1920’s.
The USAO dominated all of Polynesia, save for the independent kingdoms of Tonga and Samoa. However, the first step towards turning the Pacific Ocean into “an American Lake” began in 1907. In that year, the Samoa Reform Party won the position of Prime Minister, after winning half of the Samoan legislature three years previous. Established by a coalition of native Samoan Unionists and American expatriates (mostly missionaries and businessmen), this was the successor to the banned Samoan Unionist Party, which was outlawed in 1888 by the Samoan monarchy. An attempt by the Samoan king’s monarchist supporters to regain control of the legislature and prevent an inevitable annexation into the USAO resulted in a small civil war. Samoan nationalists targeted anyone they could find who was not ethnic Samoan (Americans, Chinese, Japanese), as well as ethnic Samoans who desired political union with the USAO. It got crazy, and after fervent debate in Congress (overshadowed by the Amazon Question), it led to United States Marines invading two years later, in 1909. King Tanumafili I was forced to abdicate after a referendum in 1910, establishing the Republic of Samoa. The republic voted for annexation in late 1911, though the Samoan nationalists would not go quietly, continuing the fight for about eight years. The impact of Samoa’s annexation would make things…interesting, in Tonga.
Over in Brazil, most of the region was still under US military occupation to one degree or another. Though increasingly, local recruits began to outnumber the outsiders, and the last remnants of the IBA surrendered in September of 1908. That being the case, a new rebellion began to spring up. In spite of all that, however, the Italian Empire gifted the United States a statue of their own, the Statue of Equality, which was placed in Rio de Janeiro in 1906. More similar in design to her sister up north, this 151-foot-tall statue was carefully placed atop Mount Corcovado (the OTL location of the Christ the Redeemer statue), holding up a set of huge scales, with a sword wresting against her thigh. The “Lady of Rio” wears a toga, Phrygian cap, laurels, and a blindfold over her eyes.
And finally, a little to the south, a new state was carved out along the borders of Chile and New South Wales. For over thirty years, low-intensity guerilla war raged between loggers and the indigenous Mapuche people in the Araucanía region of Patagonia. Realizing that they couldn’t hope to fight their way to independence, Mapuche activists became a persistent presence in Liberty City, arguing and lobbying in favor of a new state for the Mapuche. Their efforts ultimately bore fruit in 1910, when the State of Araucanía was admitted into the union.
But for all the USAO’s good fortunes, big trouble was on the horizon in the Old World. More on that in the next chapter.
submitted by NK_Ryzov to AlternateHistory [link] [comments]

Cambio del modelo productivo. Propuestas para convertir España en una potencia industrial, tecnológica, farmacéutica y/o del diseño.

Podemos tiene muy claro que tipo de sistema democrático propone, pero creo que no ha llegado aún a un consenso sobre que tipo de modelo económico propone. El modelo actual del PPSOE es convertirnos en el balneario de Europa, y en su discoteca, en su casino y en su prostívulo, espolvoreado con algunos toques de industria pesada de marcas extranjeras. Todo ello gracias a una mano de obra muy barata y sin especializar. Para conseguirlo han puesto mucho empeño en expulsar a nuestros jóvenes mejor formados, y en destruir nuestro sector industrial más puntero (las energias renovables). ¿Que propone Podemos en cambio? La lógica dice que tenemos que mejorar las exportaciones de gran valor añadido, ya que si exportamos hortalizas e importamos petrolio, ordenadores, smartphones, televisores, etc. siempre gastaremos más de lo que ganaremos. Así pues España tiene que aspirar a ser admirada por sus productos y diseños, y Podemos tiene que explicar en su programa que ese es el objetivo y tiene que decidir también como piensa lograrlo.
PROPUESTAS:
1º Desmontar de un vez la estafa a la que nos someten las compañias eléctricas, y volver a apostar otra vez por las energías renovables, en las que España habia tenido empresas punteras a nivel mundial que generaban empleo de calidad y exportaciones de gran valor. Esta medida conseguiria tres objetivos a la vez, primero crear empleo de calidad, segundo reducir la compra de combustibles al extranjero y por lo tanto reducir la salida de dinero de España, y tercero aumentar las exportaciones españolas de gran valor añadido.
2º Modificar toda la contratación pública de productos y servicios, no solo para hacerla totalmente transparente y pública, sino también para que en las comandas de poco volumen o dinero solo puedan participar las empresas pequeñas locales, y para que se prime el valor añadido en diseño o tecnología e innovación. Ello permitirá a las empresas pequeñas ganar mercado y asegurar ingrasos, no gracias a sus bajos precios, sino gracias a su nivel de innovación.
3º Sustituir el software privado por software libre en todas las administraciones, generando así empleo y empreas tecnológicas para programadores españoles. (Esta medida ha aparecido en otro hilo, y me ha parecido una gran idea, por eso la incorporo)
4º Por supuesto, incrementar la inversión pública en I+D hasta estandares europeos
5º Reformar las universidades españolas para que la investigación que en ellas se hace llegue a generar ingresos y empleos en España. Por ejemplo premiando las universidades cuya investigación genere ingresos via venta de patentes, o exigiendo un mínimo de contratos de colaboración para desarrollar productos para empresas.
Estas medidas, y otras, si que mejorarían la "marca España" y no las cutres campañas de márqueting que nos ofrece el gobierno.
submitted by Urdix to podemos [link] [comments]

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